HPV NELL’UOMO

La prevalenza di infezione da HPV nel maschio è molto variabile (7-45%) con una maggiore frequenza nei partner di donne affette (50-70%); l’HPV 16 è presente nel 20-30% dei soggetti maschi positivi. [1]

 

La guarigione spontanea dell’infezione è di 12 mesi nel 75% dei casi. [2]

 

Le patologie associate alla presenza di HPV sono la condilomatosi, il cancro del pene, dell’ano, della bocca e dell’orofaringe.

 

I condilomi sono causati nel 90% dei casi da HPV 6 e 11 [3]. In Italia, da una rilevazione effettuata in centri specializzati per infezioni sessualmente trasmesse, i condilomi sono stati diagnosticati nel 33% dei casi e il 73% di questi è stato osservato nei maschi. Una stima italiana del 2008 ha riportato una prevalenza dei condilomi genitali pari a 0,6% l’anno (Suligoi B et al. 2010).

 

Il cancro del pene è una forma tumorale rara nei paesi occidentali. In Europa si stimano ogni anno circa 1.000 casi HPV-correlati. Il virus è presente in circa il 40-50% dei casi con ruolo prevalente di HPV 16 e 18. [4]

 

L’HPV è presente nell’80% delle lesioni cancerose dell’ano e il tipo più frequente (87%) è il 16. L’incidenza è particolarmente elevata nei maschi omosessuali con rischio ulteriormente aumentato in presenza di infezione da HIV. In Europa si stimano ogni anno circa 2.000 casi di cancro anale nei maschi [5].

 

La prevalenza complessiva di HPV nei cancri testa-collo è di circa il 26% e raggiunge un picco massimo del 36% nei cancri dell’orofaringe. HPV 16 resta il tipo prevalente (60-80%). Si è evidenziata inoltre un’associazione significativa tra HPV nella cavità orale e abitudini sessuali. [6]

 

I campioni cellulari per il test HPV possono essere raccolti da sedi multiple (asta del pene, solco balano-prepuziale, prepuzio, glande, fossetta navicolare dell’uretra, scroto, regione pubica, regione perianale, anale, cavo orale, orofaringe e laringe) possibilmente in corrispondenza di lesioni sospette. [7]

 

Nelle diagnosi di tumore HPV-correlato si suggeriscono i seguenti follow-up clinico-laboratoristici: [8]

 

  • Lesioni Benigne:   controllo clinico con eventuale genitoscopia e/o anoscopia a seconda della sede ogni 4 mesi per il primo anno.    La stessa tempistica di follow-up dovrebbe essere seguita per la ricerca molecolare dell’HPV.
  • Soggetti a rischio (soggetti con lesioni neoplastiche o con precedenti neoplasie HPV-associate): è utile il test HPV ogni 4-6 mesi.
  • Soggetti a rischio (soggetti immunodepressi, HIV-positivi, omosessuali): è utile il test HPV ogni 8-12 mesi.
  • Soggetti asintomatici HPV-positivi: follow-up con test HPV a distanza di 8-12 mesi per valutare la persistenza o clearance dell’infezione e l’eventuale comparsa di lesioni.

§ (Dunne EF et al. 2006). [1]

§ (Dunne EF et al. 2006) [2]

§ (Giuliano AR et al. 2007) [3]

§ (Foresta C et al. 2010; Giovannelli L et al. 2007; Shigehara K et al. 2010) [4].

§ (Ogilvie GS et al. 2009; Barzon L et al. 2010) [5]

§ (Baldwin et al. 2003).[6]

§ (Giovannelli L et al. 2007; Smith JS et al. 2010). [7]

§ (European guidelines for quality assurance in cervical cancer screening. 2nd ed. 2008; Guidelines of Italian Society for Virology on HPV testing and vaccination for cervical cancer prevention. 2008) [8](European guidelines for quality assurance in cervical cancer screening. 2nd ed. 2008; Guidelines of Italian Society for Virology on HPV testing and vaccination for cervical cancer prevention. 2008) [8]